Ussaramanna

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ISPIRAZIONE

Ussaramanna
Uno dei tanti portali in centro storico

Da qualche giorno sono entrato nella cosiddetta Bassa Marmilla. Mi sto pian piano allontanando dalla Giara di Gesturi (alla quale mi riavvicinerò tra una decina di giorni) per andare in direzione Campidano.

Neanche due chilometri separano Turri da Ussaramanna. Arrivo in relax e vengo accolto dal vice Sindaco Enzo il quale mi porta i saluti del Sindaco Marco che non poteva essere qui oggi. Parcheggiata la bici in Municipio iniziamo la passeggiata per le vie del paese.

Ussaramanna fa parte dell’Associazione Nazionale delle Città della Terra Cruda. Posso ammirare tante case con il mattone in terra cruda a vista, il ladiri, come mi è già capitato durate questo viaggio. Molti edifici sono antiche case padronali, con bellissimi portali in legno sovrastati da archi in pietra.

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Ingresso della Domu Accalai

Alcune di queste case vengono aperte durante l’evento Sapori d’Autunno (da non confondersi con l’omonima manifestazione che coinvolge alcuni comuni del sud Sardegna), e i loggiati nei cortili esterni diventano delle botteghe artigiane. Una di queste case è la vecchia Casa Zedda, acquisita dal comune e ora sede della Biblioteca. Un’altra è la Domu Accalai che ospita il Centro di Interpretazione del Patrimonio Storico Culturale e dell’Economia del Territorio.

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Ex chiesa di Santa Maria del Carmine e Monte Granatico

In centro si trova la ex chiesa di Santa Maria del Carmine, sconsacrata e diventata poi Monte Granatico e vicino un nuovo murale, in stile contemporaneo, realizzato di recente dall’artista Gisella Mura. Poco distante si trovano anche dei murales più classici e a tema agricolo realizzati dall’artista locale Dante Atzori.

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Murale di Gisella Mura

Arriviamo alla chiesa parrocchiale di San Quirico Martire, dalla sobria facciata, probabilmente eretta alla fine del Cinquecento e poi ristrutturata e ampliata, il cui interno è impreziosito da marmi pregiati, specialmente quelli dell’altare e dell’acquasantiera.

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Nuraghe San Pietro

Alla periferia del paese visitiamo il Nuraghe San Pietro, così chiamato perché un tempo qui si trovava l’omonima chiesa ormai scomparsa. La torre centrale è imponente mentre delle quattro torri laterali rimangono solo tracce (chissà che scavando non esca fuori qualcosa di immenso!). Ciò che lo rende distinguibile da tanti altri nuraghi è una croce piantata in cima alla torre!

Presa la macchina ci dirigiamo nelle campagne intorno al paese. Prima tappa è la chiesa campestre di San Lorenzo Martire, edificata nel quattordicesimo secolo, e unica struttura rimasta dell’antico villaggio di Ussaredda, ormai scomparso. In questa chiesa si trovavano due importanti tavole realizzate dal Maestro di Oliena e oggi custodite nella Pinacoteca Nazionale di Cagliari.

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Chiesa campestre di San Lorenzo Martire

Qui, nel mese di agosto, si svolge anche la festa di San Lorenzo. La processione arriva a piedi dal paese, accompagnata da canti e musica delle launeddas. Intorno alla chiesa sta nascendo il Bosco della Continuità. Enzo mi spiega questo meraviglioso progetto: ogni volta che c’è una nuova nascita o un abitante compie novant’anni viene piantato un albero.

Tutto il territorio è ricchissimo di ulivi plurisecolari, sono migliaia, e anche qui come in altri comuni ogni albero ha un proprietario che spesso non coincide col proprietario del terreno.

È quasi ora di pranzo e guidiamo verso il confine col territorio di Siddi, a ridosso dell’omonima Giara. Arriviamo in località Monti ed Enzo mi lascia al ristorante Su Sensu di Eugenio, che mi rifocilla di ottimo cibo.

Aspettando che Enzo torni a prendermi faccio una camminata in un’area boscosa magnifica, attrezzata di tavoli per picnic, dove vari gruppi di persone mangiano all’ombra delle querce. Arrivo quasi al confine con Siddi dove si trova un maneggio di recente costruzione, ma non ancora in funzione.

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Olio appena prodotto dal Frantoio Podda

Quando Enzo trona a prendermi rientriamo verso il paese e visitiamo un’importante realtà produttiva, il Frantoio Podda, un moderno oleificio che produce un ottimo olio extra vergine d’oliva, il Terra dei Nuraghi. Visito le varie zone della produzione e alla fine del giro mi viene donata una piccola tanica di olio!

Ma sono tante altre le realtà produttive nel territorio. Enzo mi porta a vedere dei campi dove viene effettuata la coltivazione di meloni a secco. Altri terreni sono destinati ai vigneti della Cantina Lilliu.

Infine, prima di rientrare in paese, costeggiamo la vecchia stazione di Ussaramanna-Turri, sulla linea ferroviaria Ales-Villamar. È in cantiere la conversione dell’edificio in un punto d’appoggio per cicloturisti, ostello con annessa officina, dal momento che tutta la strada ferrata diventerà una bella pista ciclabile, un tratto della quale percorsi qualche giorno fa da Curcuris a Gonnosnò.

 

FRAMMENTI SONORI

 

BREVI NOVELLE SARDE

Ussaramanna
La signora Clotilde Serpi nella foto del libro delle sue poesie “Una donna padrona del tempo”, a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ussaramanna (per gentile concessione di Marco Sideri)

Durante la passeggiata in paese Enzo mi parla di un’anziana abitante che scriveva poesie, non come ci si possa aspettare a mano su un taccuino, ma bensì al computer, nonostante l’età avanzata.

Clotilde Serpi ha scritto poesie al computer fino ai cento anni, sia in italiano che in sardo, che sono state pubblicate in più libri. Una storia che mi ricorda un po’ quella di mia nonna Fanny, che a cento anni è riuscita a vedere pubblicato il libro delle sue poesie.

La cosa che mi ha colpito però è che la signora Clotilde purtroppo, come uno scherzo del destino, è morta il giorno dopo il suo centesimo compleanno, nel 2018. Vi lascio con due delle sue poesie:

Sardigna Bella

Sardigna bella, Sardigna cara
In sa terra tua c’est su Gennargentu
E su monti Limbara.
Po sa tua bellesa ses troppu stimada,
De soli e de luna ses illuminada
E su mari blù portas tottu in tundu
A-inoi in ferias benit genti meda de tottu su mundu
Ci ddis prascit meda e bolint abarrai
Po s’aria bella e sa cos’e papai,
E deu sémpiri ti portu in su coru
E no lassu mai de ti alabanzai.

Per gli onorevoli signori potenti della terra

I signori potenti della terra si facciano tutti avanti
Con grande coraggio audace si stringono la mano
Facciano cessare la guerra che è rovina, morte e dolore
E distrugge ciò che ha fatto Dio Creatore.
Levino il mondo da questo male
E che la pace sia universale.
Loro onorevoli che sono potenti
Inviino nel cielo azzurro
Uno stormo di colombe bianche
Per annunziare alle genti:
“Rallegratevi davvero
Che oggi la pace è per il mondo intero”.