Seui

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ISPIRAZIONE

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Casa Liberty

Questi sono gli ultimi giorni che passerò in Barbagia, poi discenderò verso il Sarcidano. Mi godo il tragitto tra Seulo e Seui, in mezzo ai boschi. Nell’ultimo tratto volo nelle curve in discesa ammirando Seui adagiata sul lato della montagna, questo paese a metà tra Barbagia e Ogliastra.

Mi accoglie Fabrizio, cagliaritano originario di Seui, che mi ospiterà nella sua casa di famiglia. La mattina Fabrizio mi mette nelle mani dell’amico Luigi, che mi accompagna a visitare il circuito dei musei presenti in paese. La prima tappa è alle vecchie carceri spagnole, che restarono in attività dal 1647 fino al 1975. L’ultimo custode fu addirittura uno zio di Luigi. Pare che durante gli anni spagnoli il carcere vide la morte di circa cento detenuti.

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Carceri spagnole

Visitiamo l’appartamento del custode, poi le celle, quella unica femminile (si dice che negli anni Quaranta in questa cella vennero chiuse quindici donne, mogli di minatori) e le due celle maschili al piano inferiore (un po’ la stessa organizzazione delle vecchie carceri ad Aritzo).

Usciti dalle carceri, superiamo la casa di Filiberto Farci, importante giornalista, scrittore e politico, cofondatore del Partito Sardo d’Azione insieme a Emilio Lussu, le cui stanze contengono sia memorie della sua vita e documenti, sia oggetti della vita passata, esposti in una sorta di museo etnografico.

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Opera grafica di Luigi Murgia

Percorriamo la via principale (a volte non mi chiedo neppure il nome delle strade principali dei paesi, un po’ come in Inghilterra dove tutti si riferiscono a esse come “high street” non conoscendone il vero nome), passando numerosi edifici storici, e ammiro una serie di opere in bianco e nero rappresentanti musicisti di jazz. Sono opere di Luigi, dove compaiono nomi noti quali Miles Davis e Chet Baker, e musicisti sardi, tra cui riconosco Adriano e Carla Giulia, vecchie conoscenze di questo viaggio.

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Modellino Trenino Verde

Arriviamo alla bella Casa Liberty che un tempo era il Municipio, ma che ora è la sede del circuito museale di Seui. All’interno si trova una bella mostra dedicata alle ferrovie e al Trenino Verde, con varie ricostruzioni, modellini, e documentazione. Oltre a une serie di reperti archeologici, qui si trova anche una sezione dedicata ai fratelli Bissiri, originari di Seui. Uno di loro, Augusto, emigrò in America e nel 1922 a New York brevettò l’antenato del tubo catodico.

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Esposizione di abiti tradizionali e quadri del Seicento in Municipio

Concludiamo la mattinata all’attuale palazzo del Municipio, che elegantemente svetta sulla via principale. Al suo interno si trova una bellissima collezione privata di quadri del Seicento, esposti nella bellissima aula consiliare, una mostra di abiti tradizionali sardi e un’esposizione di opere d’arte contemporanea.

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Ex laveria alle miniere Fundu e’ Corongiu

Dopo aver salutato Luigi mi ricongiungo per pranzo con Fabrizio. La giornata è ancora lunga e nel pomeriggio ci rechiamo fuori paese per visitare due affascinanti siti. Il primo sono le miniere Fundu ‘e Corongiu, immerse nel verde a ridosso di pareti rocciose, dove si estraeva antracite. Il sito smise di produrre nel 1958 e da allora è completamente abbandonato. Ci avviciniamo al grosso edificio delle ex laverie. Ci muoviamo prudentemente tra muri crollati e stretti passaggi e riusciamo a entrare nell’edificio, maestoso e, a suo modo, affascinante. Regna il silenzio e io lo immagino come set di un film.

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Nuraghe Ardasai (foto di Fabrizio Mura)

Lasciato questo sito guidiamo fino ad arrivare a quello che forse è il sito più incredibile che abbia trovato in questo viaggio. Sono già passato da qui quando da Ussassai presi la strada cosiddetta “del Tonneri” per andare a Villagrande Strisaili. Allora mi fermai solo brevemente per ammirare la vista sul Gennargentu, ma la visita odierna è veramente speciale. Montagne e vallate a perdita d’occhio, nessun segno di civiltà, da un lato il Gennargentu, si intravede perfino il villaggio di Ruinas, dall’altro il Perda Liana, la valle del Flumendosa appena nato.

Saliamo sul Nuraghe Ardasai. Questo sì che potrebbe essere un set per un film. E difatti qui sono state girate le scene principali del cortometraggio Nuraghes S’arena di Mauro Aragoni. Natura scofinata a 360 gradi. Ne approfitto per suonare l’ukulele, che diffonde le note pure a 360 gradi. il momento è veramente magico.

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Centro storico

Rientrati in paese abbiamo il tempo di fare un giro per il centro storico, le cui palazzine illuminate al tramonto assumono una luce particolare. Anche qui, come in pochi altri paesi della zona, si ritrovano alcuni rari balconi il legno, ormai scomparsi quasi del tutto. Molte stradine, quasi tutte salite (o discese), ripidissime, sono ancora in pietra, e lo scisto paleozoico è la litologia dominante dei muri. La luce cala e il tramonto è l’ora migliore per i musicisti, specialmente quelli di jazz…inizia la festa!

 

FRAMMENTI SONORI

Live at Ardasai

 

BREVI NOVELLE SARDE

Fabrizio e Luigi sono i creatori del festival Seuinmusica, arrivato nel 2019 alla sesta edizione, che ho avuto occasione di conoscere nell’estate 2018, quando, prima di partire per questo viaggio, decisi di testare l’ospitalità dei paesi sardi senza avere conoscenze.

La mia curiosità verso questo festival di jazz mi portò a Seui con la mia motocicletta. Non avevo intenzione di rientrare quella notte. Conobbi Fabrizio e Luigi in quell’occasione, e non fu difficile confermare il senso di ospitalità quando mi fu offerto da mangiare e da dormire insieme agli artisti che si esibivano al Festival.

Seui era abituata a scandire i momenti più importanti della comunità a suon di musica, durante le feste, le processioni e persino le marce funebri (proprio come a New Orleans!). Nel 1922 infatti nasceva la storica banda musicale ‘Gioacchino Rossini’ che ha forgiato musicisti di molte generazioni.

Oggi, grazie all’iniziativa dei più giovani, la banda si è evoluta anche nella sperimentazione di nuovi generi, funk, rhythm and blues, jazz e grazie al lavoro di Adriano Sarais e Francesco Oppes è nata un’altra bella realtà, la Seui in Street Band, una vera e propria “marching band”.

L’idea arriva durante Su Prugadoriu, la sagra che si svolge tra ottobre e novembre, quando a Seui si esibì la ‘Large street band’ di San Miniato, in Toscana. Con l’ispirazione e la volontà di creare una simile realtà, la nuova street band di Seui esordisce nel 2019 a Castelsardo nel giorno di Pasquetta, animando il centro storico e divertendo il pubblico.

Oggi ho la fortuna di incontrarli. Nella sede della banda ci sono almeno una trentina di persone, molti giovanissimi, con tutti i tipi di strumenti a fiato e a percussione. Adriano e Francesco conducono musica e coreografie. One, two, three, four…BOOM, sono dentro, con loro, a seguire ritmi e accordi col mio ukulele, e sopratutto a seguire i passi di danza mentre si suona! Si sprigiona un’energia pazzesca che si placa solo più tardi, quando finalmente in pizzeria si conclude questa lunghissima giornata in uno dei “paesi della musica” della Sardegna.